Tarragona, città di castells

© Rafael López-Monné
© Joan Capdevila Vallve
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© Manel R. Granell
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L’equilibrio tra la saggezza e l’impulso

I secondi diventavano eterni, si trovava al limite. Non vedeva niente, era coperto da dozzine di corpi in tensione, soffrendo e sudando come lui. Dal suono delle gralles (strumento a fiato, simile al clarinetto) e dalle grida del capo banda, sapeva, però, che doveva resistere. Caldo, molto caldo. Quel corpo voluminoso, ma con qualche inverno addosso, soffriva coraggiosamente. Era il cervello a resistere. Sicuramente. Sopra le sue spalle si alzava un castello che doveva avere almeno nove piani. Non voleva neanche pensare al peso che aveva sopra. Se non fosse per le due ragazze che facevano da sostegno sotto le sue ascelle, si sarebbe piegato come un foglio accartocciato.

I castells – la costruzione di torri umane – sono originarie del Camp di Tarragona e del Penedés e hanno origine nel ballo dei Valenziani. A Tarragona ci sono quattro bande di castellers e in città si vive e si respira come mai l’animo e l’ambiente dei castells. Per fare i castells, tutti sono necessari e hanno il proprio posto, dai più grandi ai più piccoli. Senza testa non s’innalzano, senza coraggio, nemmeno. 

Tarragona, città di castells 2017: dal 24 giugno al 24 settembre. Scarica l'archivio PDF (versione in spagnolo)